Enrico Fermi (Nobel Fisica 1938)

(Roma, 1901 – Chicago, 1954)

Nobel per la Fisica nel 1938. Per la scoperta della radioattività artificiale prodotta da irradiazione neutronica.

 

Enrico Fermi è un fisico italiano. Dopo essersi laureato alla Scuola Normale di Pisa con una tesi sulla rifrazione dei raggi X, lavorò come borsista a Gottinga con Max Born, quindi fu nominato professore di fisica teorica all’Università di Roma, entrando a far parte, ingegno precocissimo, del gruppo dei “ragazzi di Corbino” (tra i quali figuravano i migliori “cervelli” italiani di allora: B. Pontecorvo, E. Amaldi, E. Segrè). Già Accademico d’Italia nel 1929, fino ad allora si era occupato prevalentemente di meccanica, elettrodinamica relativista, mentre nel 1932 si dedicò alla fisica nucleare, alla fisica del nucleo e ai neutroni. Nel 1938, per protesta contro le leggi razziali emanate dal regime fascista (la moglie era ebrea), abbandonò l’Italia e si trasferì negli Stati Uniti (prima alla Columbia University e dopo all’Institute of Nuclear Physics di Chicago, che oggi porta il suo nome). Negli Stati Uniti, Fermi concentrò le proprie ricerche sulla possibilità di ottenere energia nucleare su ampia scala, controllandone tuttavia lo sviluppo. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipò attivamente alle ricerche americane che condussero, finalmente, alla liberazione e all’impiego dell’energia atomica. Il Premio gli fu infatti assegnato per la scopertà della radioattività artificiale prodotta dalla irradiazione nucleare: scoperta che troverà pratica conferma nel dicembre del 1942. Utilizzando come proiettili fasci di neutroni opportunamente ricavati dal berillio, e rallentati attraverso il passaggio nell’acqua, riuscì a produrre artificialmente isotopi radioattivi di molti elementi. Partendo da questi risultati riuscì nella sua impresa, realizzando il primo reattore nucleare (la cosiddetta “pila atomica”), atto di nascita di una nuova branca dell’ingegneria, destinata a enormi, anche se per molti aspetti contraddittori, usi e sviluppi sia tecnologici sia scientifici. Morì di cancro e l’elemento di numero atomico 100, ottenuto in laboratorio l’anno successivo alla sua morte, prese in suo onore il nome di fermio. Oltre che grande scienziato, fu un ottimo divulgatore e tra le sue opere ricordiamo: Introduzione alla fisica atomica, Molecole e cristalli, Particelle elementari e Fisica nucleare.

Tratto da I Premi Nobel. La vita, le scoperte e i successi dei premiati in fisica, chimica, medicina, letteratura, pace, economia, dal 1901 al 2016, BookTime, Milano, 2016.

 

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Artista, barman, creativo, designer, poeta.

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